ESPORTAZIONI INDIRETTE

Written by Moreno Dova. Posted in Informative

In recepimento della sentenza della Corte di Giustizia del 19/12/2013, l’Agenzia delle Entrate ha emanato la Circolare n. 98/E del 10/11/2014 (scaricabile al seguente link)

Con tale circolare, l’Agenzia ha confermato la possibilità di recuperare l’imposta eventualmente versata a titolo di regolarizzazione a seguito di esportazioni indirette (art. 8  c1 b) DPR 633/72) uscite dal territorio comunitario successivamente al termine dei 90 giorni, dove il cedente ha acquisto la prova oltre i 30 giorni previsti per la regolarizzazione.

Il recupero dell’imposta avviene mediante emissione di nota credito entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale relativa al secondo anno successivo a quello in cui è stata effettuata l’esportazione.

In alternativa mediante richiesta di rimborso entro i due anni dal versamento dell’imposta.

Riepilogando:

Quando la spedizione fuori dalla Comunità Europea è effettuata direttamente dal cessionario non residente o da terzi per suo conto, si ha una esportazione indiretta non imponibile Iva ai sensi art. 8 comma 1 lettera b).

Tale non imponibilità deve essere comprovata mediante visto telematico (o attestazione su fattura) entro il termine di 90 giorni. Se la prova non viene acquisita entro i 30 giorni successivi, deve essere emessa nota di debito relativamente all’imposta al fine di non ricedere nella sanzione di cui all’art. 7 comma 1 DLGS 471/97 (50% del tributo).

La successiva acquisizione (oltre il termine di 120) della prova di uscita da comunque facoltà di emettere nota di credito a recupero dell’imposta di cui alla precedente nota debito.

SI CONSIGLIA DI PRESTARE PARTICOLARMENTE ATTENZIONE AI TERMINI DI RESA INCOTERMS APPLICATI, IN QUANTO SONO QUESTI CHE DETERMINANO CHI SI OCCUPA DI SPEDIRE LA MERCE FUORI DALLA COMUNITA’ ED IL CONSEGUENTE COMMA DELL’ARTICOLO 8 DA CITARE IN FATTURA.

Inoltre il termine di resa Incoterms definisce anche a chi compete la dichiarazione doganale di esportazione che deve essere (fatta eccezione per i soggetti extracomunitari) intestata al soggetto che ha la proprietà o la titolarità del bene al momento dell’accettazione di quest’ultima.

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